Devo ringraziare ancora Lisa per avermi invitato a questo curioso progetto. È fecondo per me, perché mi permette almeno in parte di togliermi un sassolino dalla scarpa. Ci sono progetti che per diverse vicissitudini non sono riusciti a partire. Uno di questi è una fanzine che Io , Emiliano Troco, Valerio Nicolai e Thomas Braida volevamo realizzare. Per il primo numero e forse l'unico numero ,abbiamo pensato di invitare diversi autori e tra questi c'era il grande Altan. Sono da anni un ammiratore di Tullio Altan, trovo le sue vignette dei veri contenitori della società contemporanea più di mille pagine di trattati o mostre d'arte nelle gallerie. Quindi dopo diversi tentativi sono riuscito a procurarmi il suo indirizzo mail e cellulare. Al telefono la sua voce suonava sempre cordiale. Il giorno fissato siamo andati in gruppo a conoscerlo nella sua bellissima casa ad Aquileia, era come andare a trovare un grande maestro di pittura. Era un'esperienza bellissima ma anche una situazione che avrei dovuto immaginare sapendo dai libri d'arte che spesso l'opera d'arte non prescinde dall'artista. Si sviluppò una di quelle situazioni alla Cipputi lo storico operaio raffigurato nelle sue vignette. Invitati ad accomodarci nell'atrio, lo spazio era molto grande con al centro un tavolone, davvero un bel pezzo di antiquariato, mi colpi subito la luce soffusa il silenzio e il fatto che nessuno ci portó neanche un bicchiere d'acqua. Era ovvio che il maestro non si fidava e infatti ci squadrava continuamente tutti e quattro. Probabilmente pensò tutto il tempo che fossimo degli esperti ladri. Alla fine chiese "ma da me cosa volete esattamente?" Là magia dissi io. Bene disse quando avrete le idee più chiare ci risentiamo. Ecco magari c'è stato un fraintendimento un non capirsi tra tutti noi, eppure pensandoci meglio oggi dopo diversi anni in quell'occasione abbiamo avuto proprio quello che cercavamo un vero pezzo di Altan.